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PROFESSORE GIUSEPPE DI GESU'
SITO DEDICATO ALLE SCIENZE CHIRURGICHE
Chirurgia Generale - Fisiopatologia Chirurgica
Storia della Medicina

 STUDI ED ATTIVITA’ DI RICERCA


Le esperienze maturate nel periodo precedente la laurea lo hanno indotto a scegliere la carriera chirurgica, all’interno dell’Università.

Per tale motivo, subito dopo la laurea, ha ritenuto opportuno approfondire le proprie conoscenze in ambito chirurgico frequentando prima la Scuola di specializzazione in Chirurgia Generale, successivamente quella in Chirurgia Vascolare, nell’Università di Palermo, conseguendo i rispettivi diplomi nel dicembre 1973 e nel dicembre 1976, con il massimo dei voti e la lode.

Interessato ai problemi della ricerca sperimentale e clinica, divenuto responsabile della sala operatoria sperimentale e dello stabulario dell’Istituto, ha coordinato l’attività di ricerca in diversi ambiti di studio: nelle tecniche di rivascolarizzazione del miocardio, nella valutazione della risposta immunitaria dopo trapianto renale (CNR), nella ricerca sulla fisiopatologia di alcune affezioni dell’apparato digerente, sulla fisiopatologia del circolo sistemico e splancnico durante gli eventi digestivi ed in corso di shock emorragico, nello studio fisiopatologico e clinico dell’idatidosi, sullemodificazioni funzionali dopo terapia chirurgica e sul follow-up delle stesse.

La responsabilità del laboratorio di ricerca sperimentale lo ha indotto a visitare analoghi laboratori in Italia ed all’estero. In particolar modo presso l’Università di Uppsala, dove si è dedicato allo studio di alcuni enteroormoni, come la secretina e la colecistochinina-pancreozimina. Alla fine di tali ricerche ha avuto modo di introdurre per la prima volta in Italia tali sostanze, allora ancora allo stato sperimentale, per poterne studiare gli effetti fisiopatologici e regolativi sugli organi bersaglio. Nello stesso periodo ha iniziato la collaborazione internazionale per lo studio della gastrina ed ha messo a punto le prime metodologie per il dosaggio R.I.A. delle gastrine, di numerosi altri entero-ormoni, della calcitonina, del paratormone e delle sue frazioni.

I risultati ottenuti nel corso di tali ricerche sono stati oggetto di numerose pubblicazioni e di alcune relazioni a congressi nazionali ed internazionali.

In particolare: gli studi di fisiopatologia gastrica e duodenale hanno portato alla identificazione di un nuovo indice di valutazione dell’equilibrio secretivo gastrico, consentendo di indirizzare correttamente la terapia chirurgica, in un periodo in cui ancora non erano disponibili farmaci in grado di sopprimere la secrezione cloridrica e l’ulcera duodenale costituiva una patologia di pertinenza chirurgica.

Gli studi mediante radionuclidi della fisiopatologia dell’esofago hanno anch’essi consentito di mettere a punto indici originali di valutazione funzionale, ancora prima che entrassero nell’uso corrente la pH-metria e la manometria, consentendo l’attuazione di una chirurgia funzionale, precorritrice dei tempi. L’introduzione dello studio manometrico e pH-metrico della fisiopatologia esofagea ha offerto l’opportunità d’istituire un laboratorio avanzato di ricerca e di clinica che funziona a tutt’oggi, dotato dei presidi tecnologici più avanzati.

Particolare interesse è stato rivolto anche alla fisiopatologia della tiroide: lo studio del gozzo, lo studio della regolazione dell’equilibrio calcico, la definizione chirurgica dell’isolamento dei nervi ricorrenti, la conservazione delle paratiroidi, le modificazioni del TSH, degli ormoni tiroidei e paratiroidei, della calcemia dopo tiroidectomia, la messa a punto della tecnica di tiroidectomia totale, il trattamento del carcinoma tiroideo. I risultati di queste ricerche hanno costituito l’oggetto di relazioni internazionali e nazionali, sono stati pubblicati su riviste scientifiche prestigiose ed hanno consentito la messa a punto di protocolli di follow-up particolarmente originali e validi.

E’ stato possibile dimostrare che non tutte le calcemie post-tiroidectomia sono riconducibili ad un danno delle ghiandole paratiroidee; esse possono essere anche conseguenza dell’ipotiroidismo acuto seguente all’ intervento e risultano correlate con un blocco dell’attivazione della vitamina D da parte dell’1-α-idrossilasi renale.

I risultati conseguiti con le ricerche svolte lo hanno portato a far parte del Progetto Nazionale di ricerche in campo oncologico finanziato dal CNR, partecipando a FONCATFONCAMFONCAD (forze operative Nazionali Cancro della Tiroide, della Mammella, Digestivo), nell’ambito delle quali ha avuto compiti operativi, come quelli inerenti la partecipazione alla compilazione dei protocolli.

Con la nomina a professore associato prima ed a professore ordinario successivamente ha avuto modo di stipulare una serie protocolli d’intesa per ricerche internazionali che hanno coinvolto alcune prestigiose Università degli Stati Uniti, della Colombia, del Brasile, della Germania, della Spagna, della Tunisia, con le quali è stato possibile giungere a scambi culturali e confronti didattici, per una preparazione professionale sempre più avanzata dei giovani.

 


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